mercoledì 28 dicembre 2011






Al Ministro dell’Istruzione Università e Ricerca





Al Presidente del Consiglio dei Ministri





Alle forze politiche e sindacali






Siamo lavoratori e lavoratrici precari della scuola, insegnanti e personale ATA, da anni impegnati nelle lotte in difesa della scuola pubblica, a danno della quale il precedente governo ha operato un pesantissimo piano di tagli e una serie di riforme che hanno determinato un impoverimento generalizzato dell’offerta formativa del nostro sistema di istruzione, dalla scuola dell’infanzia all’università.

La scuola pubblica oggi, a causa di queste miopi politiche scolastiche, dettate da criteri economici, è stata gettata in una condizione di permanente ingestibilità, arginata esclusivamente dall’impegno e dalla dedizione di chi in essa opera. Ecco la situazione di degrado causata dai provvedimenti del governo Berlusconi: diminuzione indiscriminata del tempo scuola, sacrificando la didattica modulare alla primaria e realizzando accorpamenti disciplinari antididattici nella secondaria; smembramenti di classi intermedie e aule sovraffollate a scapito della sicurezza e dell’efficacia degli interventi didattici; riconduzione forzata di tutte le cattedre a 18 ore, con conseguente impossibilità di garantire la continuità didattica e la copertura delle assenze improvvise dei docenti; difficoltà nell’assicurare la sorveglianza nei plessi scolastici e nell’espletare le ordinarie mansioni amministrative a causa della carenza di personale ATA.
La conseguenza più drammatica dei tagli è stata la progressiva estromissione dalla scuola di circa 130.000 unità, tra docenti e ATA. Teniamo a sottolineare che gli insegnanti precari sono stati selezionati attraverso prove concorsuali e la frequenza di Scuole di Specializzazione biennali a numero chiuso e hanno per anni garantito, grazie alla loro professionalità, il funzionamento del nostro sistema di istruzione, accumulando in tal modo un bagaglio di esperienza che non deve essere disperso.
Non possiamo accettare che gli anni di studio, i sacrifici sostenuti e le scelte di vita effettuate anche in termini di perdita di chance lavorative vengano vanificati in ossequio a scelte politiche i cui risultati sono l’impoverimento culturale delle future generazioni e la mortificazione della professionalità dei lavoratori del settore scolastico.




In questi ultimi anni di lotte e mobilitazioni abbiamo ricevuto la dichiarazione di impegno di alcune forze sindacali e politiche di opposizione al governo Berlusconi. A queste forze chiediamo una presa di posizione rispetto alle manovre già presentate.



Al Governo esprimiamo la nostra preoccupazione circa i provvedimenti presi a dispetto dei principi proclamati. Riteniamo che equità non sia finanziare le spese militari e non colpire l'evasione fiscale, ma investire su scuola, università e ricerca. Se l'obiettivo è la crescita, perché la percentuale di PIL destinato all'istruzione e ricerca passerà dal 4,2 % del 2010 al 3,7 entro il 2015, a fronte di una media europea superiore al 6? Se si vuole ridurre la spesa, perché non intervenire sul precariato che costituisce per l'amministrazione pubblica un onere maggiore rispetto al lavoro a tempo indeterminato? Ci si lamenta dell'età elevata dei docenti e si dice di voler valorizzare i giovani: non ci sembra che l'innalzamento dell'età pensionabile e dell'aumento dell'età contributiva favorisca l'ingresso di nuovi insegnanti e che avvicini l'età degli studenti a quella dei docenti.



Chiediamo che finalmente si operi un’inversione di rotta e venga intrapresa una attività di riqualificazione di tutto il nostro sistema di istruzione partendo dalle seguenti priorità:




1) Individuazione di un piano straordinario di finanziamenti alla scuola pubblica statale che risponda esclusivamente alle esigenze didattiche delle scuole e che consenta a tutto il personale e agli studenti di operare in un ambiente funzionale e sicuro.




2) Stabilizzazione in tempi brevi del personale precario della scuola nel rispetto delle norme europee che prevedono la trasformazione del contratto da tempo determinato a tempo indeterminato dopo tre anni di servizio. È evidente che la precarietà degli insegnanti è la causa principale dell'assenza della continuità didattica, condizione imprescindibile per la qualità dell'apprendimento.



3) L’inserimento dei neo-abilitati, attraverso i nuovi percorsi abilitanti (TFA) o il possesso dei requisiti di servizio necessari, deve avvenire all’interno delle graduatorie ad esaurimento attualmente vigenti, in modo da rispondere alle legittime aspirazioni delle nuove generazioni di insegnanti senza al contempo creare un doppio canale di reclutamento.




4) Netto rifiuto della proposta recentemente avanzata dal Ministro di bandire un concorso a cattedre, in quanto: l’eventuale numero di posti è irrisorio se paragonato a quello degli aspiranti considerando l’aumento dell’età pensionabile e l’effetto dei tagli e della “riforma” Gelmini; in secondo luogo il concorso, date le attuali condizioni, mette in discussione le abilitazioni variamente conseguite con prove selettive, che devono già di per sé dare accesso all’immissione in ruolo; casi emblematici sono quello degli abilitati SSIS, che hanno sostenuto prove di accesso a numero chiuso e programmato, frequentato corsi biennali con esami in itinere e un esame di stato finale, e quello dei vincitori di concorso che sarebbero sottoposti ad un’ennesima prova concorsuale.




5) Abolizione della norma che riconduce obbligatoriamente tutte le cattedre nella scuola secondaria a 18 ore settimanali e determinazione dell'orario nello scrupoloso rispetto di quanto previsto dal contratto nazionale. Riordino delle classi di concorso nel rispetto delle specificità professionali dei docenti e non come strumento per ricollocare il personale in esubero.




5) Rifiuto di uno strumento di valutazione di insegnanti e scuole come i test INVALSI che, non tenendo conto dell'impoverimento complessivo della scuola prodotto dalle manovre degli ultimi anni, hanno in realtà il fine di mascherare i tagli come finanziamenti a chi è apparentemente meritevole, mentre sono un ulteriore strumento di riduzione delle risorse e metodologicamente restringono la complessità del sapere a veri e propri quiz. Siamo dell’opinione che gli istituti i cui studenti mostrano difficoltà nell’apprendimento non vadano impoveriti, ma al contrario debbano essere sostenuti con risorse economiche ed umane.




6) Rifiuto del piano di dimensionamento delle scuole che, accorpando diversi plessi scolastici, riduce il numero del personale ATA, limita fortemente la presenza dei dirigenti nei diversi istituti, sminuisce il ruolo degli organi collegiali, creando in tal modo una situazione di caos gestionale che inevitabilmente ricade anche su studenti e famiglie.




Invitiamo tutte le componenti della scuola a sostenerne con forza la difesa.




Alle forze politiche e al Ministro ribadiamo che continueremo a rivendicare con la massima determinazione una lotta che riteniamo imprescindibile, consapevoli del fatto che senza l'attuazione di un profondo piano di finanziamento dell'istruzione pubblica statale, non c'è alcuna possibilità di rimediare al degrado in cui versa attualmente la scuola.

Coordinamento precari scuola-Roma 28/12/2011

martedì 6 dicembre 2011

DOCUMENTO ASSEMBLEA PUBBLICA DELLA SCUOLA 1 DICEMBRE

DOCUMENTO ASSEMBLEA PUBBLICA DELLA SCUOLA 1 DICEMBRE

L’assemblea odierna, partendo da una analisi della situazione della scuola e più in generale delle condizioni politiche del paese, ha formulato un piano di rilancio delle lotte a difesa del sistema della formazione in Italia.

Gli interventi che si sono succeduti hanno evidenziato come il nuovo governo presieduto da Monti, nonostante le aspettative che su di esso da più parti si sono levate, partendo dal presupposto della necessità del risanamento del rapporto PIL / debito pubblico si fondi su di un programma che prevede per la scuola un ulteriore impoverimento di risorse finanziarie e umane e l’avviamento a meccanismi di privatizzazione. Questo spiega la convergente denigrazione della professionalità degli insegnanti, di cui per altro viene deprecata l’elevata età media mentre le riforme ne innalzano l’età pensionabile.

Di fronte a tale quadro è necessario anzitutto chiedere e sfidare il governo sul rifinanziamento della scuola pubblica e il ritiro delle misure che l’hanno colpita nelle risorse economiche e nella organizzazione didattica, (riforma delle superiori, riconduzione di tutte le cattedre a 18 ore…). Tale rifinanziamento non può certo avvenire sulla base dei test INVALSI, secondo un modello che, volendo ridurre la complessità del fatto culturale, aspira a mascherare i tagli sotto la veste del premio a chi piega a quel modello la crescita globale degli alunni. L’investimento nella formazione è una via di uscita dalla crisi che non premia chi l’ha prodotta ed è il presupposto imprescindibile della crescita, senza il quale i nuovi sistemi di formazione e reclutamento dei docenti non farebbero che creare altro precariato. Si deve invece ridare qualità alla scuola con un piano di assunzione dei precari, consentendo l’inserimento dei nuovi abilitati nelle graduatorie esistenti, ciascuno con il proprio punteggio e nel rifiuto assoluto di un doppio canale di reclutamento. È questo il piano su cui le lotte dei precari si connettono con quelle degli studenti di oggi, docenti di domani. Anche perché è dimostrato che il precariato è per lo stato un onere maggiore, mentre continua ad esserlo, contro il dettato costituzionale, il finanziamento alle private. Alla scuola pubblica si deve restituire qualità; ai lavoratori, insegnanti e ATA, quanto è stabilito dal CCNL, con una politica salariale che non renda indispensabili gli straordinari e il lavoro in condizioni usuranti; a chi opera come AEC o assistente alla comunicazione la possibilità di essere assunto e non lavorare nel sistema delle esternalizzazioni.

Su tale terreno è necessario che le forze politiche e sindacali, che ora si destreggiano in equilibrismi circa le misure che vengono annunciate, siano costrette, in incontri con i lavoratori, ad esprimere in maniera chiara la loro posizione, tante volte sbandierata negli anni scorsi come sostegno alle lotte dei precari e alla difesa della scuola, ma non confermata dalla fiducia incondizionata per ora data al governo.

A questo proposito una commissione lavorerà alla redazione di un documento che, tenendo conto del lavoro già svolto dalle varie organizzazioni in questo periodo, costituisca la base di una lettera in cui tutti si possano riconoscere. È fondamentale infatti che la risposta data al nuovo ministro sia unitaria e basata sulla più larga convergenza. Essa verrà consegnata in un SIT IN al MIUR dopo il periodo natalizio. Vengono individuati i seguenti punti base:

- rifinanziamento della scuola sulla base del reale fabbisogno;

- piano straordinario di assunzioni;

- no al doppio canale per i nuovi abilitati;

- rifiuto dei test INVALSI come criterio di finanziamenti premio;

- no all’innalzamento dell’età pensionabile.

Si rivolge pertanto un

APPELLO

a tutti i precari e alle organizzazioni che li rappresentano perché partecipino unitariamente alla lotta, sulla base di una piattaforma che contenga i punti emersi nel corso dell’assemblea.

Viene inoltre portato avanti a livello locale, con un incontro prima di Natale, il lavoro già avviato della richiesta di un osservatorio interno al provveditorato di Roma, in cui i precari possano controllare che non avvengano nelle convocazioni quelle irregolarità che sono inscindibilmente connesse ai tagli.

Si accolgono infine l’ iniziativa del 6 dicembre degli studenti universitari e quella del 16 sulla insicurezza nelle scuole.

L’ASSEMBLEA DECIDE DI RICONVOCARSI PER L’APPROVAZIONE DEL DOCUMENTO IL GIORNO 7 DICEMBRE ALLE ORE 15,00

mercoledì 30 novembre 2011

SENZA LA SCUOLA NESSUNO SVILUPPO! ASSEMBLEA PUBBLICA 1 DICEMBRE

Giovedì 1 Dicembre h.17 c/o “ITIS Galileo Galilei” Via Conte Verde 51 (Rm)

ASSEMBLEA PUBBLICA DELLA SCUOLA

Dopo anni di tagli indiscriminati all’istruzione pubblica e di finanziamenti crescenti agli istituti privati, che gravano pesantemente sulla qualità della didattica e sul lavoro di ogni insegnante attraverso la riduzione del personale e delle risorse, la BCE chiede all’Italia di continuare sulla stessa strada seguendo criteri di discriminazione discutibili e arbitrari quali i famigerati test INVALSI. Ancora una volta si desidera far pagare alla scuola il prezzo della crisi, invece di rafforzare il sistema della formazione pubblica e della ricerca per combatterla più efficacemente. Il nuovo ed auspicato sistema di formazione del personale docente (Laurea Magistrale e TFA) rischia di partire con i peggiori auspici tra ritardi e inadempienze a discapito dei nuovi corsisti e di suscitare aspettative illusorie alimentando il precariato scolastico in assenza di una politica di assunzioni e di nuovi investimenti. L’adozione di un sistema di reclutamento basato sul doppio canale rischierebbe di introdurre disparità finalizzate a dividere il fronte del precariato al fine di indebolirlo ulteriormente.

PER CONTRASTARE QUESTI DISEGNI INVITIAMO TUTTE LE COMPONENTI DELLA SCUOLA AD UN MOMENTO DI RIFLESSIONE COMUNE E DI RILANCIO DELLA LOTTA RIVOLGENDOCI AD INSEGNANTI PRECARI E DI RUOLO, STUDENTI MEDI E UNIVERSITARI, PERSONALE ATA E GENITORI.

CPS-Roma: http://cps-roma.blogspot.com movimentoinsegnantiprecari@gmail.com

domenica 9 ottobre 2011

15 Ottobre 2011 Roma- IN PIAZZA PER IL CAMBIAMENTO GLOBALE

PARTECIPIAMO ALLA MANIFESTAZIONE DI ROMA

ORE 14, CORTEO da piazza REPUBBLICA a piazza S. GIOVANNI


Appuntamento per la scuola del CPS -Roma a piazza dei cinquecento sotto il museo nazionale romano (immagine del pugilatore)

15 OTTOBRE 2011. MILIONI DI PERSONE IN PIAZZA IN TUTTO IL MONDO PER FAR PAGARE LA CRISI AI PADRONI

Viviamo il tempo della precarietà del lavoro e dell’esistenza, di pesanti tagli a salari, beni e servizi, causati dalla volontà padronale e governativa di far pagare la crisi ai lavoratori e ai ceti popolari.

Questa crisi a carattere globale, dovuta all’indebito arricchimento e speculazione del sistema bancario-finanziario, sta diventando permanente, costringendo intere popolazioni a subirne le conseguenze.

Abbiamo sotto gli occhi la Grecia, costretta al rientro dal debito al prezzo drastico di decine di migliaia di licenziamenti, della riduzione del 25% de salari e pensioni, della vendita ai privati di beni e servizi (reti idriche, elettriche, telefoniche, gas, porti, aeroporti, autostrade, sanità e università).

Anche l’Italia è sotto tiro e se non ci muoviamo subito, sarà ancora peggio.

Governo e padronato, sistema dei partiti e sindacati concertativi, sono parte del problema: con alcuni distinguo, sono d’accordo a far pagare il debito capitalistico ai lavoratori, ai pensionati, alla popolazione.

ORGANIZZAZIAMOCI PER NON PAGARE IL DEBITO

PER VIVERE DIGNITOSAMENTE

PER NON ESSERE RIDOTTI A NON MANGIARE E NON CURARSI PER PAGARE AUMENTI, BOLLETTE,TICKET, TASSE, MULTE

SABATO 15 OTTOBRE 2011 IN TUTTO IL MONDO

MILIONI DI PERSONE SCENDERANNO IN PIAZZA a NEW YORK, LOS ANGELES, BUENOS AIRES, OTTAWA, CITTÀ del MEXICO, LONDRA, PARIGI, MADRID, ATENE, AMSTERDAM, OSLO, BERNA, PRAGA, ROMA, TUNISI, IL CAIRO, CALCUTTA, CITTÀ DEL CAPO …


Per contribuire orizzontalemte alle idee del movimento internazionale si può scrivere su http://titanpad.com/15october


Info trasporti da tutta Italia: http://15ottobre.wordpress.com/trasporti-15-ottobre-2011/










sabato 8 ottobre 2011

IL 12 OTTOBRE ROMA BENE COMUNE


IL 12 OTTOBRE ROMA BENE COMUNE RICONSEGNA AL MITTENTE LA MISSIVA DI TRICHET E DRAGHI.

Roma Bene Comune si da appuntamento davanti al palazzo delle Esposizioni mercoledì 12 per contestare il convegno internazionale 'L'Italia e l'economia mondiale, 1861-2011' al quale parteciperanno il Presidente della Repubblica Napolitano e il Presidente della Banca d'Italia Draghi.

L'appuntamento è alle ore 15.00 in via Nazionale 194 per restituire al mittente la lettera firmata da Draghi insieme a Trichet e contestare la manovra finanziaria dettata dalla BCE.Per il diritto all'insolvenza, costruiamo uno spezzone unitario il 15 ottobre 'Noi il debito non lo paghiamo'. Da Wallstreet a Madrid, da Atene a Roma a casa non si torna!Roma Bene Comune.

venerdì 7 ottobre 2011

Il CPS Roma ottiene osservatorio sulla gestione delle supplenze

REPORT 7 OTTOBRE
Il 7 ottobre, giorno dello sciopero della scuola e della manifestazione degli studenti, un gruppo di docenti del Coordinamento Precari Scuola, avendo indetto un sit-in presso il CSA di Roma per il pomeriggio, è entrato in mattinata negli uffici per avere un pre-incontro con il Dirigente dell’USR, Dott.ssa Novelli. Infatti una delle proposte dell’assemblea del 30 settembre era stata chiedere ai responsabili un incontro pubblico sul caos prodotto nel corso delle procedure di reclutamento. La Dirigente ha rifiutato questo incontro in qualsiasi forma, anche quella di un’assemblea nel vicino istituto Galilei, da lai ammessa come possibilità all’inizio del colloquio; successivamente è stato detto che si voleva evitare una situazione alla “De Filippi”. I docenti, dopo aver esposto la gravità della situazione determinata a livello legislativo, hanno evidenziato le responsabilità dirette del Provveditorato e richiesto anche l’istituzione di un Osservatorio sulla legalità delle convocazioni. La Dirigente su questo punto non ha opposto una chiusura netta, ma i docenti hanno voluto rimandare la discussione a un incontro più largo da tenersi il pomeriggio.

Con questo impegno si è sciolto il pre-incontro, ma i docenti hanno rifiutato di lasciare gli uffici, volendo presidiarli fino a quello pomeridiano. In tal modo hanno ottenuto che a questo potessero partecipare, contro il parere iniziale della Dirigente Novelli, anche rappresentanti delle organizzazioni sindacali; invitate tutte, hanno aderito alla delegazione USI, USB e FLC-CGIL.

La delegazione ha ribadito le responsabilità specifiche del CSA, che ha prodotto situazioni fortemente irregolari per dare l’idea, sulla scorta dei proclami ministeriali, che l’anno scolastico iniziasse regolarmente. La realtà delle convocazioni e della scuola ad anno inoltrato è ben diversa. Di fronte a tali responsabilità si è chiesta l’istituzione di un Osservatorio con uno sportello interno al CSA, un organismo plurale composto da lavoratori della scuola, studenti, coordinamenti e organizzazioni, con la funzione di garantire la trasparenza delle operazioni di reclutamento, assegnazione degli incarichi e formazione delle classi, seguendone tutte le fasi e avendo a disposizione tutti i dati in tempo reale. Questo Osservatorio ha ricevuto il sostegno e l’impegno alla collaborazione da parte delle Organizzazioni presenti. Si è poi evidenziata la situazione di assenza di insegnanti di sostegno e di personale ATA nelle scuole; si è posto il tema della centralizzazione degli spezzoni sotto le 6 ore e quello dell’ora alternativa a quella di religione; si è chiesta una relazione dettagliata sulla situazione del cosiddetto “salvaprecari” e dei progetti regionali, che sono la via attraverso cui i contratti “atipici” sostituiscono il CCNL nella scuola. Si sono quindi chiesti i termini precisi della pubblicazione delle graduatorie di istituto di 3^ fascia stigmatizzando l’enorme disagio prodotto dalle nomine “fino ad avente diritto” e quale sia la situazione rispetto ai cosiddetti “inidonei”. Infine quanti posti il Provveditorato abbia indicato per l’attivazione dei nuovi percorsi abilitanti (TFA).

Queste le risposte del Dirigente Novelli.

L’anno scolastico sarebbe cominciato in maniera analoga a quelli scorsi; il meccanismo è farraginoso di per sé, ma non l’ha creato lei. Rivendica gli sforzi prodotti dal suo ufficio e da lei personalmente come dirigente pubblico. Se maggiori disagi ci sono stati, ciò è stato dovuto al carico delle 5.600 immissioni in ruolo da fare entro il 31 agosto. Nega che però si tratti di casi rilevanti, come sarebbe confermato anche dalla scuole polo. Quanto alle questioni specifiche:

- sull’Osservatorio: non è disponibile a concedere un luogo all’interno del Provveditorato, altrimenti dovrebbe farlo con tutte le associazioni. Non è poi di sua competenza istituire un ufficio “Osservatorio”, ma ogni cittadino può dare, senza formalizzazioni, il suo contributo direttamente al CSA.

- Sul TFA: ha partecipato il giorno precedente al CRUL; attualmente non c’è una programmazione, ma il Ministro ha chiesto alle università quale sia la ricettività degli atenei rispetto alle persone da abilitare. Ogni università ha presentato il prospetto della propria ricettività, mentre ai provveditorati non è stata chiesta alcuna cifra sul fabbisogno delle scuole.

- Sugli ATA lei ha dato anche deroghe, ma la loro situazione sarebbe bloccata dagli LSU (Lavoratori Socialmente Utili).

- Sui progetti regionali ha ribadito, come nel pre-incontro, che dei 700 (a 600 €) proposti negli anni scorsi, solo 5 precari vi hanno aderito; ha riportato una battuta sentita al riguardo secondo cui “questi precari non è vero che muoiono di fame”.

Lascia quindi la parola al Dott. Minichiello, direttore dell’USP, che così interviene:

- sugli inidonei bisogna regolare la seconda parte di coloro che rientrano nella categoria;

- il calendario di 3^ fascia definitivo ha come scadenza nazionale il 10 Ottobre; entro due giorni da questa data saranno pubblicate le graduatorie del Lazio.

A questo punto la delegazione ha ribattuto e si è riusciti a ottenere di essere inseriti nella mailing list del CSA per ricevere in tempo reale le informazioni su disponibilità, organici, formazioni delle classi. Ci sarà inoltre un incontro aperto il prossimo 20 Ottobre in cui avverrà una prima ricognizione dei dati raccolti sul cattivo andamento delle convocazioni e sulla situazione ingestibile a tutt’oggi presente nelle scuole; sarà la prima tappa del percorso verso la trasparenza delle operazioni del CSA.

La Dott. Novelli ha chiuso il colloquio affermando che i lavoratori della scuola sono gli unici ad avere avuto un piano di assunzioni nel periodo della crisi e richiamando, come vera condizione disperata, quella delle lavoratrici morte in Puglia mentre guadagnavano 4 € l’ora…

domenica 2 ottobre 2011

7 Ottobre 2011 - Gelmini e USR Lazio: due facce dello stesso caos.

VENERDì 7 OTTOBRE 2011
DIFENDIAMO I DIRITTI NELLA SCUOLA PUBBLICA!

SIT IN DAVANTI AL L’ EX USP in Via Luigi Pianciani ,24 (ZONA MANZONI) A PARTIRE DALLE 15.00


Facciamo sentire il nostro dissenso ai veri responsabili del caos e delle irregolarità con cui è iniziato anche quest'anno scolastico, nonostante le propagandistiche affermazioni del Ministro Gelmini. Davanti agli uffici di coloro che dovrebbero garantire la trasparenza, la sicurezza ed il rispetto della legalità nella scuola, ma non lo fanno

RICHIEDIAMO

- UNO SPAZIO PER UN OSSERVATORIO AUTOGESTITO DAI PRECARI SULLE ILLEGALITA' COMPIUTE DA LL'USP

- IL RIPRISTINO DI TUTTE LE CATTEDRE IN DEROGA SUI POSTI DI SOSTEGNO E DELLE CATTEDRE ULTERIORI SU POSTO COMUNE

- UNA FORMAZIONE DELLE CLASSI CHE SIA CONSONA ALLE ESIGENZE DIDATTICHE E DI SICUREZZA (BASTA CON LE CLASSI POLLAIO!)

- CHIAREZZA E ORDINE NEL RECLUTAMENTO DEI SUPPLENTI E NELL'AGGIORNAMENTO DELLE GRADUATORIE DI ISTITUTO, SENZA DEROGARE RESPONSABILITA' O POTERI ARBITRARI AI DIRIGENTI SCOLASTICI



Se davvero non vogliamo che siano calpestati i diritti della scuola e di tutte le sue componenti (studenti, docenti precari e di ruolo , personale ATA, genitori) ,

PARTECIPIAMO IN MASSA AL

SIT IN DAVANTI AL EX USP in Via Luigi
Pianciani ,24 (ZONA MANZONI) A PARTIRE DALLE 15.00

È evidente, da parte dei dirigenti del’U.S.T. di Roma e dell’U.S.R del Lazio, una scelta politica nel fatto di continuare a proporre ed ammettere cattedre superiori a 18 ore, ad accettare la formazione di classi pollaio, ad ignorare i problemi di sicurezza ed i disagi degli alunni diversamente abili, a rimandare le convocazioni e le assunzioni del personale A.T.A. e nel delegare ai singoli dirigenti scolastici la nomina dei supplenti.

In occasione del sit-in di protesta pretenderemo un confronto con i dirigenti provinciali e regionali e chiederemo conto della correttezza del loro operato, invitandoli ad un confronto pubblico in conferenza stampa. Esigeremo inoltre un osservatorio permanente, autogestito dai lavoratori della scuola, per il monitoraggio delle irregolarità nelle operazioni di reclutamento; chiederemo il ripristino delle cattedre in deroga sui posti di sostegno e delle cattedre ulteriori su posto comune, garanzia sullo smembramento delle classi sovraffollate, chiarezza e legalità nel reclutamento dei supplenti e nell’aggiornamento delle graduatorie di istituto, verificando che non siano affidati poteri arbitrari ai dirigenti scolastici



Mentre il Governo si appresta a definire i regolamenti sul nuovo sistema di reclutamento (il cosiddetto TFA) i provveditorati di tutta Italia, ed in particolare quello di Roma, continuano a svolgere le convocazioni nella confusione generale e in molti casi in una palese mancanza di legalità, come denunciato in molte situazioni dai precari della scuola e soprattutto dal CPS. Rispetto alle contestazioni scaturite in più sedi, l’amministrazione ha risposto con un atteggiamento sordo, motivato esclusivamente dalla volontà di assecondare il diktat della Gelmini che l’anno scolastico cominciasse regolarmente, dando la parvenza che la scuola funzioni regolarmente sin dai primi giorni.

La causa principale del caos nelle convocazioni - che si riflette sulle scuole - risiede in una legislazione carente che, per tentare di gestire un fenomeno crescente com’è quello del precariato in un quadro complessivo di tagli, cerca aggiustamenti particolari, leggi e leggine spesso in contraddizione tra loro che amplificano il problema.

Sulle difficoltà presenti si affacciano quelle future: dopo aver cinicamente affermato, per giustificare i tagli, che in passato si sono illusi i precari, ora il Governo dà ad intendere che gli abilitati dei nuovi percorsi formativi (TFA), la cui gestione è delegata alle università già ampiamente arricchite con i master, formeranno un ulteriore canale di reclutamento che si aggiungerà agli altri. Invece ai precari tutti si deve garantire il ripristino delle cattedre tagliate, l’accesso alle quali dovrà avvenire tramite una graduatoria unica sulla base del punteggio maturato da ciascuno, vecchi e nuovi abilitati.

In questo quadro generale, poi, si collocano i gravissimi problemi degli ATA – il cui organico è sempre più ridotto mentre aumenta il carico di lavoro - e dei docenti di sostegno, ai quali l’utilizzo di docenti soprannumerari di altre classi di concorso, inidonei rispetto alle funzioni da svolgere, toglie cattedre.

Il quadro complessivo deprime la scuola pubblica, ma ci sono segnali di segno contrario, come la vittoria dei precari di Torino, che mostra come la lotta per la legalità può essere vincente. Proseguiamo anche a Roma il percorso di mobilitazione cominciato a settembre.Discutiamo insieme a tutte le componenti della scuola delle azioni da intraprendere contro le irregolarità del Provveditorato e per chiedere il ripristino dei posti tagliati.

mobilitazione Studentesca del 7 Ottobre

Ecco l’appello dell' UDS per il 7 Ottobre.

“Ora i conti li fate con noi!”

Appello per la mobilitazione studentesca del 7 ottobre




Nell’epoca della crisi finanziaria globale, del neoliberismo senza confini geografici e dell’individualismo sfrenato contare è privilegio riservato a pochi. A contare sono i potentati economici e le multinazionali del pianeta che decidono i ritmi di consumo e inquinamento del pianeta, che impongono, come in Grecia e in Spagna, all’Italia una finanziaria di lacrime e sangue lasciando libere le speculazioni sui mercati. A contare è il ministro Tremonti. In questi anni abbiamo contato tutti i miliardi di euro che ha tolto a scuole e università pubbliche, al diritto allo studio, ai trasporti per gli studenti e all’edilizia scolastica.

Durante l’anno scorso abbiamo costruito un grande Autunno di lotta e di partecipazione, trasformando le nostre scuole dal basso con l’AltraRiforma. Democrazia e diritti non sono state semplici parole d’ordine nelle scuole e nelle piazze. Abbiamo dimostrato che cambiare si può e si deve riprendendo a contare con piccole pratiche e grandi vittorie.

Queste ingiustizie pesano sulla testa dei popoli, in particolare degli studenti destinati alla precarietà. Come sta avvenendo in tutto il mondo, dal Cile al Maghreb, dalla Grecia alla Spagna anche in Italia è venuto il momento di ricominciare a mobilitarci nelle scuole. Il 7 Ottobre costruiremo nelle città di tutta Italia mobilitazioni per riprenderci la possibilità di decidere, di cambiare le cose, di contare davvero.

“Ora i conti li fate con noi!” è il grido di lotta con cui vogliamo lanciare un autunno di mobilitazioni, rimettendo al centro il protagonismo e la partecipazione degli studenti e dei soggetti sociali.

“Ora i conti li fate con noi!” perché non accettiamo che per pareggiare i bilanci, risolvere la crisi delle banche, bisogni calpestare e speculare sui nostri diritti.

“Ora i conti li fate con noi!” perché noi, studenti e studentesse, non accetteremo alcun governo che sperpera risorse in guerre, grandi opere inutili e corruzione mentre le nostre scuole cadono a pezzi,

“Ora i conti li fate con noi” è la nostra ribellione a una scuola vecchia di cent’anni in cui non possiamo contare, ma che cambieremo fino in fondo.

“Ora i conti li fate con noi” è una promessa. Siamo stanchi di anni di false riforme e tagli, siamo stanchi della precarietà a cui vogliono destinarci.

“Ora i conti li fate con noi” perché siamo noi quelli capaci di riprenderci questo tempo che ci è stato rubato, capaci di lottare ancora, convinti che è possibile cambiare e che saremo noi a determinare questo cambiamento.

Non ci fermeranno i palazzi vuoti del governo, ormai pieni solo di corruzione e autoritarismo: Vogliamo aprire una stagione non solo di lotte, ma di vittorie. In questo tempo di crisi noi possiamo vincere e riprenderci tutto. Vinceremo le nostre lotte nei territori e nelle città, contando ogni passo fino all’infinito.

tra gli indignati di Liberty Plaza - di Michael Moore

Il racconto di Michael Moore: "Ho deciso di impegnarmi. Questa adesso è la nostra missione, impegnarci". L'esempio di New York: otto milioni di abitanti, un milione vive in povertà. E' una vergogna e la gente non ne può più

di MICHAEL MOORE
NEW York ha otto milioni di persone: e un milione vive in povertà. È una vergogna. Eppure il sistema non si ferma qui. Non importa quanta vergogna possiamo provare: la macchina va avanti - per fare altri soldi. Per trovare nuovi modi di imbrogliare la gente che lavora. Nuovi modi per accaparrarsi le pensioni: di rubare ancora di più. Ma qualcosa sta succedendo a Liberty Plaza.

Sono stato a Liberty Plaza per un paio di notti. E ci tornerò. Sapete? Stanno facendo un gran lavoro laggiù. E stanno ricevendo sempre più sostegno. L'altra notte il sindacato dei ferrotranvieri - gli autisti di bus, gli autisti della metropolitana - ha votato con entusiasmo per sostenere la protesta. Tre giorni fa 700 piloti di linea - soprattutto United e Continental - hanno marciato su Wall Street. Non so se avete avuto modo di vedere queste cose nei tg. So bene com'è andata la copertura fin qui: vi hanno mostrato pochi hippy che picchiavano duro sui tamburi - le cose tipiche che cerca la stampa. Per carità: che Dio benedica gli hippy che picchiano sui tamburi! Ma c'è una ragione per cui "loro" vogliono farci vedere solo questo. E allora ve lo dico io che cosa ho visto in quella piazza. Ho visto i giovani. Ho visto gli anziani. Ho visto la gente di tutti i tipi e di tutti i colori e di ogni religione. Ho visto anche la gente che vota per Ron Paul (il candidato presidenziale ultraconservatore che vuole abolire la Banca centrale). Voglio dire: è un gruppo di gente davvero assortita. Ci stanno le infermiere in quella piazza. Ci stanno gli insegnanti in quella piazza. Gente di ogni tipo.

Martedì ci sarà una nuova manifestazione: anche gli autisti di autobus e della metropolitana marceranno su Wall Street. E ho già sentito dire che l'Uaw (il sindacato degli operai dell'automobile) sta pensando a qualcosa del genere. Pensate: il loro incubo peggiore diventa realtà. Gli hippy e gli operai dell'auto che marciano insieme! Ma vedete: la gente ha capito. E tutta questa storia sulle divisioni interne e questo e quell'altro: alla gente non gliene importa più niente. Perché stavolta si tratta dei propri figli: che rischiano di non poter più andare al college. Stavolta si rischia di restare senza un tetto. Questo è quello che è davvero in gioco.

Ma quello che mi sembra più strano e bizzarro, dei ricchi, è come abbiano deciso di strafare fino a tanto. Voglio dire: gli stava andando tutto così bene. No: per loro non era abbastanza. Per i nuovi ricchi non era abbastanza. I nuovi ricchi che hanno fatto quattrini non grazie a buona idea. Non a un'invenzione. Non con il loro sudore. Non con il loro lavoro. I nuovi ricchi che si sono arricchiti con i soldi degli altri: con cui hanno giocato come se fossero al casinò. Soldi su soldi. E adesso ci ritroviamo con una generazione di ragazzi per cui gli eroi da seguire sono quelli dei canali tv di business: quelli che si sono arricchiti facendo soldi su quelli che fanno soldi su quelli che fanno i soldi... Ma quanto bisogno avremmo di giovani che si mettessero al lavoro per salvare questo pianeta? Per trovare le cure a tutti questi mali. Per trovare un modo di portare acqua e servizi igienici ai miliardi di persone su questa Terra che non ne hanno.

Questo è ciò che ci vorrebbe. E invece le 400 persone più ricche di questo paese oggi hanno più ricchezza che 150 milioni di americani messi tutti insieme. Dicevano: oh, sarà uno di quei numeri che Michael Moore butta giù. Beh, è una statistica vera: verificata da Forbes e da PolitiFact. Le 400 persone più ricche di questo paese hanno più ricchezza che 150 milioni di persone messe insieme! Ma questa non si può chiamare democrazia. La democrazia implica una qualche sorta di eguaglianza: una qualche sorta di egalitarismo. Io non dico che ogni pezzo della torta dev'essere della stessa misura: però non siamo andati ormai oltre?
Ma ora c'è questa buona notizia. Perché fino a quando avremo qualcuno che pone delle sfide alla nostra democrazia - fino a che la Costituzione resterà intatta - vorrà dire che ciascuno di noi avrà lo stesso diritto di voto dei signori di Wall Street: una persona vota per una persona. E loro potranno pure comprare tutti i candidati che vogliono: ma la loro mano non guiderà la nostra mano quando saremo in cabina. Questo è il messaggio da gridare forte: da fare arrivare a quei milioni di persone che si sono arresi - o che sono stati convinti e fuorviati per ignoranza. Ecco: se riusciremo a far arrivare il nostro messaggio, beh, per quei 400 sarà il peggiore degli incubi. Perché l'unica cosa che sanno fare bene sono i conti. E sanno che noi siamo un fottìo più di loro. Dipende solo da noi. Basta svegliarsi al mattino e dire ok, adesso basta, fine. Ho deciso di impegnarmi. E ho deciso di coinvolgere 10 persone tra i miei vicini. Questa adesso è la nostra missione: impegnarci. Per questo vi dico: sostenete la protesta di Liberty Plaza.
(testo raccolto da Angelo Aquaro durante la presentazione dell'ultimo libro di Moore al St. Mark's Bookstore)

sabato 1 ottobre 2011

Prova di comprensione del testo e docimologia

PROVA DI COMPRENSIONE DEL TESTO

Destinatari: classe II di Scuola Media Superiore

Durata: 60 minuti


PREMESSA GENERALE ALLA PROVA

La prova presentata è indirizzata ad una seconda classe di scuola media superiore ed è giustificata come momento di verifica all’interno di una unità didattica dal titolo “Leggere a scuola”, che ha come obiettivo lo sviluppo della capacità di lettura, intesa non solo come mezzo per il passaggio di contenuti, ma come processo cognitivo oggetto di apprendimento ed elemento portante dell’educazione linguistica. La prova, della durata prevista di 60 minuti, mira pertanto a valutare l’acquisizione dell’abilità di decodificare e interpretare un testo scritto, fungendo nello stesso tempo da strumento di monitoraggio per l’insegnante sull’attività di insegnamento-apprendimento.

Il testo scelto per la prova è di tipo narrativo, integrato da una breve introduzione, appositamente redatta dall’insegnante, finalizzata alla contestualizzazione del brano all’interno dell’opera da cui è tratto, per permetterne un’agevole lettura da parte dello studente. La scelta del brano di Hugo si giustifica in virtù della peculiarità del testo stesso che, rientrando nel genere del romanzo storico, presenta un episodio inventato dall’autore ma reso verosimile dalla precisione dei dettagli e dalla dovizia dei particolari. Un tale testo, pur nella semplicità delle strutture narrative, permette di verificare pienamente sia le conoscenze quanto le abilità dello studente, già avviato teoricamente alla strategia di lettura di pluralità di testi e per scopi diversi. Si è ritenuto opportuno presentare un testo che non offrisse informazioni visive (immagini) per evitare che la lettura diventasse spezzettata e limitasse l’alunno sul piano della comprensione.

OBIETTIVI

I. Comprensione globale del testo

a) Capacità di comprendere l’argomento del testo

b) Capacità di individuare gli elementi specifici che concorrono alla comprensione del testo

c) Capacità di isolare i momenti essenziali della narrazione (coordinate spaziali e temporali)

d) Capacità di individuare gli elementi testuali che permettono di cogliere il punto di vista dell’autore

e) Capacità di individuare i tratti distintivi del genere narrativo in rapporto alla verosimiglianza

f) Capacità di decifrare il registro linguistico

II. Comprensione linguistica del testo

a) Capacità di riconoscere strutture morfologiche e sintattiche del testo

b) Competenze lessicali

Le domande della prova sono state elaborate sulla base dei suddetti obiettivi, stabiliti con la finalità di verificare la capacità di comprensione non solo lessicale ma anche testuale, con tutte le implicazioni logico-semantiche che il testo prevede.

CRITERI DI VALUTAZIONE

Nell’attribuzione dei punteggi si è ritenuto opportuno assegnare pesi diversi a quesiti diversi in base ai seguenti criteri.

1- Forma dei quesiti. Si è dato un peso maggiore ai quesiti con risposta aperta:1) per diminuire l’incidenza della eventuale casualità delle risposte date dallo studente; 2) poiché tali quesiti richiedono da parte dello studente la produzione di un testo che argomenti la risposta data senza far ricorso ad alternative fornite dal quesito. Il punteggio di questi quesiti crescerà proporzionalmente alla rispondenza ai seguenti criteri: correttezza, precisione e completezza della risposta.

2- Tassonomia degli obiettivi. Tra gli obiettivi si è creata una gerarchia all’interno della quale si è dato maggiore peso a quelli relativi alla comprensione generale del testo. Infatti, rispetto alle conoscenze linguistiche, essa presume una serie di complessi processi cognitivi, quali formulare inferenze, riconoscere le singole unità del testo, individuare le informazioni più rilevanti e distinguere fra contenuti essenziali e non.

In base a ciò, il punteggio complessivo risulterà dalla media di due punteggi: quello assegnato ai quesiti relativi agli obiettivi di comprensione generale del testo, e quello per i quesiti relativi agli obiettivi di comprensione linguistica del testo. Il punteggio massimo della prima area, essendo stato ad essa assegnato un peso maggiore in funzione degli obiettivi, sarà maggiore di quello della seconda; all’interno di ciascuna area il punteggio aumenterà proporzionalmente al peso assegnato ai quesiti in funzione della loro forma. Al punteggio complessivo concorreranno inoltre:

- la penalizzazione delle risposte errate: si vuole così scoraggiare l’eventuale tendenza degli studenti alla casualità e stimolarne l’attenzione nella lettura e scelta tra le alternative. I criteri utilizzati nei punteggi di penalizzazione sono i medesimi di quelli impiegati per le risposte esatte.

- l’assegnazione di punteggio zero alle risposte non date: ciò permette di non penalizzare lo studente che dichiara i propri limiti.

Qui di seguito in tabella vengono riportati i punteggi assegnati alle prove in base ai criteri ora esposti.

Area 1: comprensione globale del testo

Tipologia di quesiti

Punteggio

Risposta aperta

Scelta multipla

- con 4 alternative

- con 3 alternative

Vero / falso

Completamento (senza alternative)

Nessuna risposta

Risposta errata

Risposta corretta

0

0

0

0

0

da –1 a –2

-1

-2

-2

-1

da 6 a 9

4

3

1

2

Area 2: comprensione linguistica del testo

Tipologia di quesiti

Punteggio

Risposta aperta

Scelta multipla

- con 4 alternative

- con 3 alternative

Vero / falso

Completamento (senza alternative)

Nessuna risposta

Risposta errata

Risposta corretta

0

0

0

0

0

–1

-1

-1

-1

-1

da 4 a 7

3

2

1

1







Punteggi e voti

Si riportano qui di seguito i punteggi massimi ottenibili nel test in base alla tabella di assegnazione dei punteggi:

Area 1:

- quesiti a risposta aperta: 6 punteggio massimo: 54

- scelta multipla con 4 alternative: 2 punteggio massimo: 8

- vero / falso: 10 punteggio massimo: 10

- completamento: 2 punteggio massimo: 4

totale punteggio massimo: 76

Area 2:

- quesiti a risposta aperta: 1 punteggio massimo: 7

- scelta multipla con 4 alternative: 3 punteggio massimo: 9

- scelta multipla con 3 alternative: 1 punteggio massimo: 2

totale punteggio massimo: 18

I punteggi massimi che lo studente potrà ottenere sono pertanto: per l’area 1: 76; per l’area 2: 18. La somma di tale punteggi è: 94. In base ad essi si predispongono corrispondenze per assegnare voti in scala decimale.

Punteggio

Voti in decimi

94

84-93

74-83

64-73

54-63

44-53

34-43

24-33

14-23

4-13

> 4

10

9

8

7

6

5

4

3

2

1

/


ISTITUTO:

INSEGNANTE:

ALUNNO:

CLASSE:

DATA:

CONSEGNE: dopo aver letto attentamente il testo e la sua introduzione, rispondi alle domande secondo le indicazioni e utilizzando il foglio fornito. Non è consentito l’uso del dizionario.

DURATA: 60 minuti

Introduzione al testo

Il brano che ti viene proposto è tratto da un romanzo di argomento storico scritto da Victor Hugo, intitolato “Novantatré” e ambientato a Parigi durante la Rivoluzione Francese.

Hugo nel suo romanzo ricostruisce un anno della Rivoluzione, il 1793 come ci dice nel titolo, facendo agire accanto a personaggi storici, su cui si è accuratamente documentato, personaggi inventati: tutti i personaggi, comunque, storici o inventati che siano, agiscono su uno sfondo molto fedele alla realtà storica.

Un esempio di episodio creato dalla fantasia di Hugo ma “verosimile” (“inventato” ma descritto con elementi e dettagli coerenti con la realtà storica in cui è immaginato) è quello qui riportato, in cui capi rivoluzionari si riuniscono per una importante decisione da prendersi.

Nel 1793, infatti, un’intera regione della Francia, la Vandea, si ribella alla repubblica rivoluzionaria che ha rovesciato la vecchia monarchia e giura fedeltà al re. In Vandea, quindi all’interno della Francia, si trovano molti “realisti” (i fedeli al vecchio regime del re), mentre altri “realisti” sono fuggiti all’estero chiedendo asilo politico presso i principi stranieri solidali con la monarchia francese perché preoccupati della ventata rivoluzionaria.




I parte:

a) Qual è l’argomento fondamentale del brano? Indica con una crocetta la risposta esatta

1. Incontro segreto tra Robespierre, Danton e Marat per preparare un piano per la salvezza della Francia

2. Incontro segreto tra Robespierre, Danton e Marat per preparare un colpo di stato

3. Incontro pubblico tra Robespierre, Danton e Marat.

4. Incontro pubblico tra Robespierre, Danton e Marat per riconquistare la Vandea

b) Rispondi “vero” o “falso”:

  1. Il narratore ci informa sulla via di Parigi in cui si svolge la riunione V F
  2. La riunione si tiene nelle prime ore del mattino V F
  3. I partecipanti sono 4 V F
  4. La saletta è illuminata da un candeliere V F
  5. Il narratore indica i nomi dei partecipanti alla riunione V F
  6. I partecipanti alla discussione parlano tutti con calma e a bassa voce V F
  7. Nel dialogo Marat è l’ultimo a prendere la parola V F
  8. Danton sostiene che il fine ultimo è salvare la Francia ma che non tutti i mezzi possono essere adottati V F
  9. Robespierre sostiene che i nemici sono all’interno V F
  10. Il riferimento all’elefante indica le misure repressive violente e dimostrative che Danton vuole adottare V F

c) Il brano è diviso in 2 macrosequenze. Nella prima si descrivono eventi e personaggi, nella seconda vengono riferite le loro parole. Rispondi alle seguenti domande

1) Dove finisce la prima sequenza e comincia la seconda? (indicalo direttamente sul testo in modo chiaro)

2) Quale sequenza ha carattere descrittivo e quale narrativo?

………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………....

3) In quale sequenza prevale il discorso diretto e in quale quello indiretto?

…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

4) In quale sequenza è più evidente la presenza del narratore?

……………………………………………………………………………………………………

d) Nella particolareggiata descrizione fisica dei tre personaggi V. Hugo ne delinea anche implicitamente la caratterizzazione psicologica. In base a ciò ricava tu stesso una descrizione psicologica dei personaggi e individua verso quale dei tre l’autore mostra più stima e ammirazione.

…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

e) Pur essendo l’episodio un’invenzione dello scrittore, compaiono all’interno del testo elementi che lo rendono verosimile. Individuane alcuni.

…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

f) 1. L’autore mostra una predilezione per la costruzione parattatica del periodo (frasi principali tra loro coordinate) con proposizioni brevi e punteggiatura molto marcata. Individua queste caratteristiche e inserisci almeno un esempio (seconda colonna) relativo nello schema che segue

COSTRUZIONE PARATTATICA

………………………………………………………………..

……………………………………………………………….

……………………………………………………………….

PERIODI BREVI

………………………………………………………………..

………………………………………………………………..

………………………………………………………………..

2. A tuo avviso la scelta da parte dell’autore di impostare in questo modo la costruzione del periodo ha lo scopo di:

I.dare l’idea della concitazione dei personaggi

II.dare l’idea del lento fluire degli eventi

III.dare l’idea della partecipazione dell’autore agli eventi narrati

IV.non ha alcuno scopo

II parte:

a) 1. Specifica il valore del “che” che compare nel primo paragrafo: “…uomini tanto potenti e tanto sorvegliati, che non osavano…”

I. pronome relativo

II. pronome interrogativo

III. □ consecutivo

IV. □ dichiarativo

2. Specifica il valore del “che” che compare nella prima frase: “…si trovava in una bettola che veniva chiamata caffè”

I. relativo

II. interrogativo

III. □ consecutivo

IV. □ dichiarativo

b)

1. Indica la risposta esatta per definire il valore di “bettola” della prima frase

I. Locale pubblico di basso livello

II. Scantinato

III. Appartamento

2. Spiega l’espressione “aveva gli occhi iniettati di sangue”

…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

3. Chiarisci il significato della parola “grave” nella descrizione di Robespierre

I. Pesante

II. Pericoloso

III. Malato

IV.